Adolescenza


12-17 anni - L’ADOLESCENZA
L’adolescenza è l’età che più di tutte è caratterizzata dal cambiamento. L’evoluzione psicofisica, di questi anni, non ha eguali e rappresenta il passaggio dall’infanzia alla vita adulta. Il ragazzo/a adolescente si trova a vivere una vera e propria trasformazione dal punto di vista fisico, psichico, emotivo e affettivo, relazionale e sociale. I cambiamenti innescano una serie di squilibri che vanno a interrompere l’armonia precedente per dare avvio ad una serie di occasioni necessarie a rimettere in gioco l’identità complessiva del ragazzo/a. Quindi, è la fase delle possibilità che induce ad un lavoro di ripensamenti per trovare una nuova definizione di Sé.
La ricerca di un nuovo equilibrio passa attraverso l’integrazione graduale delle nuove parti di Sé con quelle già esistenti fino ad arrivare, con fatica e a volte sofferenza, ad una identità più stabile e consapevole. Il ragazzo/a fa i conti con un corpo che cambia e insieme ad esso con l’emergere di pulsioni sessuali sempre più spiccate. Questo, dapprima disorienta e induce paura, imbarazzo, attenzione verso il proprio corpo poi con il tempo e l’accettazione si iniziano a riconoscere come propri i cambiamenti e ad integrarli nell’immagine che si ha di Sé.
Il giovane adulto, vive e sente questi cambiamenti anche in relazione alle persone che gli sono vicino, prima di tutti i genitori poi le persone al di fuori della famiglia (gli amici, insegnanti e compagni di scuola). Con gli adulti sperimenta le nuove parti di Sé emergenti, si confronta, si ribella e gli sfida per differenziarsi e per separarsi allo scopo di acquisire sempre più autonomia e capacità di stare al mondo. Con i coetanei, allo stesso modo, si confronta ma questa volta per trovare somiglianze, per appartenere ad un gruppo al di fuori della famiglia che servirà da ponte verso la realtà esterna. Il ragazzo/a vive il forte desiderio di emanciparsi, uscendo dalla famiglia, e allo stesso tempo la paura di non essere abbastanza capace di cavarsela da solo. Compito dei genitori è quello di sostenere il confronto con i loro figli con autorevolezza  e fermezza ma allo stesso tempo di allentare il filo invisibile che li lega per lasciarli andare sempre più lontano. E’ evidente che per genitori e figli esiste il duplice vissuto di stare uniti e allontanarsi, bisogni apparentemente in conflitto tra loro ma che trovano una sana convivenza quando gli attori in gioco riescono a farli coesistere dosando la quantità dell’uno o dell’altro bisogno in rapporto all’aumentare della fiducia, delle responsabilità, del senso di autoefficacia e sicurezza.
In un clima di tali cambiamenti è evidente che oltre alle possibilità ci sono anche i rischi. I rischi per la salute psicologica sono tanti, quando il processo di integrazione è bloccato o interrotto e il giovane o la sua famiglia non hanno la forza per sostenerlo. Possono presentarsi così vari disagi dai meno complessi: sfiducia, bassa autostima, isolamento, paura, difficoltà di relazione; ai più complessi: disturbi alimentari, psichiatrici, tossicodipendenza, depressione, ansia, etc. In questi casi, la richiesta di aiuto è la prima forma per un intervento efficace.





  Dott.ssa Katjuscia Manganiello – Psicologa Psicoterapeuta - Tel. 349 6347184
Studio di Psicologia e Psicoterapia – via XI febbraio, 63 / 61121 Pesaro Urbino Marche