7-11 anni


Bambini 7-11 anni / LA FANCIULLEZZA

Sono gli anni degli impegni scolastici e di quelli sociali. Il bambino inizia a sperimentare le sue capacità all’esterno del contesto famigliare, luogo protetto e sicuro, e acquisisce per questo nuove autonomie. I bisogni del bambino seguono, dunque, questo percorso di crescita e il ruolo della famiglia è dare sicurezza ma allo stesso tempo stimolare la vita fuori casa.

Gli impegni si moltiplicano, iniziano le attività sportive, altre attività extrascolastiche (musica, canto, gruppo scout, etc.) e gli incontri con gli amici si fanno più numerosi. Gli amici diventano veri e propri compagni di gioco ma anche di confronto. Nelle amicizie si predilige, ancora, la somiglianza ma le differenze incuriosiscono ed è compito degli adulti stimolarne la conoscenza per non averne timore e per non incoraggiare atteggiamenti di sfida nella successiva adolescenza.

Nell’educazione, prima di tutto è importante il modello proposto dai genitori, quello è il primo e più efficace insegnamento, sempre. In particolare, lo è a quest’età dato che il bambino affina le sue capacità intellettive e di pensiero diventando sempre più capace di fare riflessioni si di sé e sugli altri. In secondo luogo, è utile osservare il bambino, coglierne i cambiamenti, le capacità emergenti, i gusti e gli interessi che diventano sempre più definiti. L’ascolto di questi cambiamenti consente di non dare per scontato la conoscenza di vostro figlio ma di allenarla costantemente e arricchirla di nuovi significati. Ciò vi servirà per stimolare i suoi interessi senza sovraccaricarlo inutilmente in compiti che non ama e potrebbe rifiutare successivamente.

In sostanza, sono gli anni della “buona semina” in cui si rafforzano le basi del legame famigliare e dove inizia a prendere sempre più spazio e importanza il legame extrafamigliare. Il bambino compie uno scatto nello sviluppo delle sue capacità (intellettive, di autonomia, relazionali, etc.) per il quale impiega la maggior parte delle sue energie. Se qualcosa non funziona nel rapporto tra le energie impiegate, lo sviluppo delle capacità e i risultati ottenuti il bambino potrebbe trovarsi a vivere un profondo disagio.

Per questo motivo è importante accorgersi se c’è qualcosa che non va per il verso giusto (nei compiti scolastici, nelle relazioni, nella soddisfazione personale, nell’equilibrio tra riposo e attività) e intervenire per capire e modificare lo squilibrio disfunzionale che si è creato. Potrebbe esserci un problema circoscritto (es. se il bambino partecipa ad un’attività che non ama) che può essere affrontato e risolto dalla famiglia oppure un problema più complesso (es. un disturbo specifico d’apprendimento) che richiede l’intervento specialistico di un esperto.

  Autore


  Dott.ssa Katjuscia Manganiello – Psicologa Psicoterapeuta - Tel. 349 6347184
Studio di Psicologia e Psicoterapia – via XI febbraio, 63 / 61121 Pesaro Urbino Marche