VA BENE TRATTARE I BAMBINI COME PRINCIPI O PRINCIPESSE? Cosa ne pensa la psicologa


Sempre più spesso i genitori considerano i loro bambini come dei “gioielli” da proteggere e mostrare sempre perfetti. La buona intenzione è
quella di dare loro il meglio e di fargli evitare i disagi quotidiani.
Per questo, i “bambini principi/principesse” sono sempre impeccabili, puliti, ben vestiti, ben pettinati, con in mano l’ultimo dei giocattoli più ambiti, super fotografati e postati, non si sentono mai dire di no dai genitori e al primo manifestarsi di una dubbia emozione (rabbia, delusione, frustrazione, tristezza, etc) vengono ricompensati con tutto quello che si ha a disposizione (dolci preferiti, giochi, tablet, promesse, etc).
Ma tutto questo che effetto ha sulla crescita di un bambino?  
Dimostrare ammirazione costante ed eccessiva ad un bambino ha il risultato di far pensare a quel bambino di essere speciale rispetto agli altri e ciò potrebbe creare due tipi di problemi: 1.Il bambino potrebbe sentire forte la pressione di dover dare di più e non sentirsi all'altezza delle aspettative dei genitori (mettendo le basi per futuri problemi psicologici di ansia e depressione); 2. Il bambino potrebbe iniziare a pensare di essere migliore degli altri, di meritare di più e di conseguenza iniziare a disprezzare gli altri (mettendo le basi per un disturbo narcisistico di personalità)
Proteggere i bambini costantemente evitando loro le difficoltà, i disagi, l’attesa e altri fastidi quotidiani ha come risultato quello di impedirgli di fare esperienza. E quale esperienza? Proprio quella legata agli aspetti più complicati della vita mettendoli nella condizione di trovarsi impreparati ad affrontare gli eventi avversi che la vita sicuramente gli presenterà (creando nel tempo problemi psicologici di adattamento, risoluzione dei problemi, insicurezza, sfiducia, etc).
Dare eccessiva attenzione alle doti, agli aspetti esteriori, al mostrare perfezione, al dare tutto e subito impedisce di vedere i reali bisogni del bambino (di riconoscere i limiti attraverso un “no”, di giocare in libertà, di vivere le emozioni spiacevoli, di desiderare prima di avere, etc) con il risultato che il bambino con il tempo i suoi bisogni non li riconoscerà più neanche lui ma si identificherà esclusivamente con le aspettative dei genitori (creando un “falso sé” ovvero una percezione distorta di se stesso mettendo le basi per gravi problemi psicologici come la tossicodipendenza, i disturbi alimentari, le psicosi)
Ne vale la pena? I bambini non sono principi o principesse da mettere in mostra. Sono bambini, ognuno con le proprie caratteristiche, le qualità e i limiti, i desideri e i bisogni e tutti questi aspetti vanno considerati e accolti: quelli che vi piacciono e quelli che non vi piacciono. Solo così potrete dare un’immagine reale al vostro bambino, potrete aiutarlo a mettere in luce le sue capacità e ad affrontare le difficoltà che incontrerà, a riconoscere dentro i sé di cosa ha bisogno per stare bene e cosa potrà fare per ottenerlo.
Principi e principesse? 
Restituiamoli alle favole e
vissero felici e contenti ma anche arrabbiati, sorpresi, frustrati, concentrati, amati, odiati, tristi, nervosi, sereni, soddisfatti..
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                          Dott.ssa Katjuscia Manganiello | Psicologa Psicoterapeuta
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