Cosa fare e cosa non fare con i BAMBINI CHE MANGIANO TROPPO

Ci sono bambini che hanno sempre fame e mangiano troppo aumentando il rischio di prendere peso in eccesso. Alcuni di essi sono voraci, mangiano velocemente riempiendosi la bocca e la pancia fino a sentirsi molto pieni. Altri 
mangiano alimenti troppo ricchi di grassi o zuccheri evitando altri cibi più salutari come frutta e verdura.
In tutti questi casi è importante intervenire per educare il bambino ad un’alimentazione sana basata sul senso di fame e sazietà e non su altri stimoli fuorvianti. Lo scopo è di prevenire il sovrappeso, l’obesità e altri disturbi psicologici legati all'alimentazione. Per ottenere buoni risultati il primo passo è presentare un modello positivo di corretta alimentazione e di approccio verso il cibo da parte degli adulti. Per questo, per modificare l’alimentazione dei bambini occorre coinvolgere i genitori e il loro modo di avvicinarsi al cibo e alla nutrizione.
Ecco alcuni consigli su cosa fare e non fare utili per i bambini e per gli adulti di riferimento.

COSA NON FARE:
1.      Non attribuire al cibo altri significati diversi dalla semplice nutrizione
-          no al cibo come ricompensa es. “sei stato bravo, ti meriti il gelato”
-          no al cibo come richiesta affettiva es. “Dai su, mangialo per la mamma”
-          no al cibo come consolazione es. “Non piangere, tieni, prendi un biscotto”
2.      Non forzare il bambino a mangiare (es. “E’ l’ultimo boccone, finisci”)
3.      Non anticipare il bambino versando altro cibo nel piatto prima che lo abbia richiesto esplicitamente
4.      Non mangiare fuori pasto per noia, solitudine o qualsiasi altro motivo di tipo emotivo

COSA FARE:
1.      Aiutare il bambino a riconoscere il senso della fame e sazietà per favorire l’autoregolazione (es. aspettare prima di servire il secondo, chiedere al bambino se ha fame o se è sazio, proporre il cibo solo se è presente il senso della fame, etc)
2.      Servire i pasti in momenti stabiliti e con abitudini consolidate (es. evitare di mangiare fuori pasto, mangiare a tavola, insieme, abituare all'assaggio anche di cibi nuovi, etc)
3.      Contenere l’alimentazione eccessiva con un limite introdotto dall'adulto fino a quando il bambino non riesce a riconoscerlo autonomamente
4.      Sostituire, gradualmente, cibi ipercalorici con altri più sani nell'alimentazione del bambino e dell’adulto   
5.      Abituarsi a parlare delle emozioni con il bambino e fra adulti (es. “Sei arrabbiato? Cosa è successo?”, “Oggi sono proprio felice, perché…”, “Mi sento triste, ho avuto una discussione”)

Naturalmente, seguire queste indicazioni non è semplice e in alcuni casi non è sufficiente. Per questo, se i consigli messi in pratica non portano a risultati apprezzabili o se non si riesce a metterli in pratica, è opportuno rivolgersi allo psicoterapeuta per iniziare un percorso di sostegno al cambiamento nel comportamento alimentare e nella relazione affettiva.

Il cibo è nutrimento per il corpo ma spesso diventa nutrimento dell’anima. Questa confusione crea la strada per l’insorgenza dei disturbi alimentari psicogeni. Aiutarti a distinguere è compito dello psicoterapeuta.   

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Dott.ssa Katjuscia Manganiello | Psicologa Psicoterapeuta
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