IL MIO BAMBINO NON SA ANCORA CAMMINARE. Proseguire a passi lenti verso la propria crescita.

Capita spesso che i genitori si preoccupino dello sviluppo del proprio bambino. Si confrontano con altri genitori, confrontano il proprio bimbo con altri bimbi, si informano e spesso si sentono in dubbio. Soprattutto si preoccupano che il bimbo arrivi a certe tappe evolutive nei tempi con gli altri o anche prima. E se ciò non accade pensano al peggio: c’è un problema. 

L’attenzione di questi genitori è fondamentale, per diversi motivi. Primo fra tutti perché il bambino si sente guardato e riconosciuto nei propri progressi. In secondo luogo, permette di riconoscere il bisogno del bambino di essere sostenuto e stimolato a progredire nel percorso di crescita. Terzo, aiuta ad individuare precocemente eventuali situazioni di difficoltà e di conseguenza ad iniziare una eventuale riabilitazione, dove è necessario.
Per fortuna, però, non sempre differenti livelli di sviluppo di bambini della stessa età sono sintomo di un problema di crescita, anzi, nella maggior parte dei casi non è così. Questo perché i bambini sono diversi e hanno tempi e modalità diverse di sviluppo. Gli stimoli, inoltre, sono utili solo quando sono rivolti a sostenere il compito di sviluppo che quel bambino sta compiendo. Nel senso che se stimolo a camminare un bambino che non ha raggiunto la forza e la capacità di equilibrio per stare in piedi allora accelero, inutilmente, un processo di sviluppo. Il risultato non è migliorare le capacità del bambino ma è renderlo insicuro perché ha raggiunto un equilibrio precario con il rischio di vederlo, spesso, cadere a terra.
Come capire se un bambino è in ritardo con il suo sviluppo motorio o semplicemente ha tempi diversi di crescita?
Esistono alcuni criteri che possono essere di aiuto.
1 ) Il bambino inizia a camminare tra i 12 ed i 18 mesi se si oltrepassa questo periodo allora occorre iniziare ad osservare il bambino per verificare se esistono delle difficoltà o un’eventuale ipotonia (tono muscolare insufficiente);
2) Guardare il bambino nella sua interezza osservando tutte le sue capacità. Per esempio, restando sul motorio, osservare quali movimenti fa il bambino: gattona, si alza in piedi da solo aggrappandosi a dei sostegni, raggiunge gli oggetti desiderati anche se non cammina, è attivo, esplora l’ambiente circostante, etc. Se tutte queste caratteristiche sono presenti il bambino quanto prima camminerà. Se ha difficoltà o se non ha raggiunto più di una tappa di quelle sopraelencate allora ci potrebbe essere una disarmonia dello sviluppo.
Come stimolare le capacità motorie di un bambino che appare indietro rispetto alle tappe di uno sviluppo armonico?
1) Permettere al bambino di trascorrere quanto più tempo possibile a terra in una situazione dove è concessa la libera esplorazione dell’ambiente (es. disporre su un tappeto alcuni giochi e lasciare il bambino libero di muoversi tra essi);
2) Evitare di mettere in piedi il bambino se lui non ne è ancora capace e di farlo camminare mano nella mano con un adulto se non ha raggiunto questa tappa in autonomia;
3) Fornire al bambino appoggi per alzarsi in autonomia (es. tavolini, sgabelli, sedie, staccionate, etc.) e per iniziare a fare i primi passi (es. passeggino giocattolo, piccola sedia leggera, carrelli, scatoloni, etc.).

Sostanzialmente è bene non mettere mai il bambino in una posizione in cui non potrebbe mettersi da solo mentre è opportuno stimolare il bambino a muoversi liberamente e a esplorare l’ambiente circostante sotto l’occhio vigile dell’adulto.

Dott.ssa Katjuscia Manganiello | Psicologa Psicoterapeuta
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