PSICOLOGIA INFANZIA. "La psicologia della relazione genitore-bambino"


La relazione tra genitori e figli si costruisce lentamente già dal momento del concepimento attraverso le fantasie della coppia dei futuri genitori sul loro bambino e sul ruolo che assumeranno. Le fantasie elaborate si
vanno a concretizzare con la nascita: “il nostro bambino corrisponde alle aspettative immaginate?”, “siamo i genitori che avremmo voluto essere?”. Questi e altri interrogativi trovano risposta nella formazione graduale di una nuova identità familiare: il bambino “reale” entra in contatto con i suoi genitori i quali acquisiscono un nuovo ruolo individuale, di coppia e sociale.

 La mamma, il papà e il bambino hanno una parte attiva nel costruire le loro relazioni per cui ognuno esprime e manifesta specifiche risorse e difficoltà che si mostrano con maggiore evidenza nei momenti critici dello sviluppo (nascita, prime autonomie, apprendimento di regole, etc.). Questo accade perché le situazioni emergenti rompono i vecchi equilibri relazionali rendendo i comportamenti precedenti inefficaci. I soggetti coinvolti, allora, sono spinti a tentare di trovare modalità comportamentali adeguate alla situazione attuale per raggiungere lo scopo e creare una nuova stabilità.

Prendete l’esempio di una mamma alle prese con un bambino che vuole vestirsi da solo quando ancora non ha acquisito tutte le competenze necessarie alla sua esecuzione. Da una parte consentire al bambino di farlo rappresenta un’importante occasione di crescita sia per lo sviluppo di nuove competenze che per lo sviluppo dell’autonomia. Dall’altra la mamma, abituata a occuparsi lei di tale incombenza, si trova a dover fare i conti con un fattore imprevisto che potrebbe causare degli inconvenienti (es. ritardo all’asilo, al lavoro, etc). A questo punto la mamma deve trovare una strategia per risolvere brevemente la questione.

 Per esempio potrebbe persuadere il bambino a tentare in un altro momento, in cui sarà possibile dedicarvi il tempo necessario senza creare contrattempi. Oppure potrebbe cercare semplicemente continuare a vestirlo senza riconoscere il bisogno di autonomia del bambino, probabilmente con il risultato di aumentare l’ostinazione di esso. La relazione da collaborazione e ascolto reciproco diventa sfida per decidere chi è il più forte, con un’enorme spesa di energia e fatica per entrambi.
Questo è solo un esempio di come un piccolo cambiamento evolutivo possa creare squilibri e difficoltà nella relazione, naturalmente più le trasformazioni sono rilevanti e maggiore è la richiesta di energie e risorse per trovare un nuovo modo di confrontarsi. Buon lavoro!

                     Dott.ssa Katjuscia Manganiello | Psicologa Psicoterapeuta
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